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Mira al femminile
Prima gara dell’inverno veneziano, e già un colpo di scena tutto al femminile! Sul percorso giallo Teresa sfreccia con piglio deciso e cuore ardente, conquistando la vittoria con la grinta di chi non teme il freddo né la sfida.
Sul percorso rosso Marta, elegante e veloce come un vento di laguna, si guadagna il terzo gradino del podio con una prova filante e carica di energia.
💡 E la curiosità che scalda i cuori: Teresa e Marta condividono la stessa scuola, ma con ruoli diversi. Teresa è l’alunna, Marta la prof di scienze motorie. Oggi, però, in pista erano semplicemente due protagoniste unite dalla passione e dal sorriso della vittoria.


Che bella giornata, che squadra, che energia!
Un primo, un secondo e un terzo posto: il podio parla chiaro, ma dietro le medaglie c’è molto di più. C’è Edoardo che conquista con grinta il secondo gradino del podio; c’è Teresa che si mette al collo la medaglia di bronzo con tenacia nel campionato Veneto, e Loredana che vola al primo posto nella sua categoria…ultra veterana. Ma il vero trionfo è stato il ritrovarsi, numerosi, uniti, entusiasti. Un gruppo compatto, vivo, che dimostra quanto la passione condivisa possa generare risultati straordinari.



Grazie ai giovani, che con il loro impegno ci fanno brillare. Grazie a chi ha celebrato con noi i 40 anni della FISO, un traguardo che è anche un trampolino verso il futuro. E proprio il futuro è stato protagonista della cerimonia, con il Presidente Giomi e la Vice Presidente, la nostra Carla, che hanno annunciato un passo ambizioso: il dossier per trasformare la FISO da DSA a Federazione. Un sogno? No, una visione che è più di una speranza. E forse, questa volta, sarà davvero quella buona.

Continuiamo a correre insieme, con determinazione e spirito di squadra. Perché ogni traguardo è solo l’inizio di una nuova avventura.

Il presidente ASD Orienteering Laguna Nord Venezia
Salvatore Seno
Un pensiero per Mattia

È difficile anche solo pensarlo. Ancora più difficile accettarlo. Ci sono eventi che ci lasciano senza fiato, senza parole, senza appigli. La vita scorre secondo un ordine misterioso, spesso incomprensibile, e quando ci strappa via qualcuno come Mattia, ci sentiamo smarriti.
Mattia De Bertolis viveva la sua giovinezza con pienezza e grazia. Diviso tra sport, lavoro e affetti – personali e collettivi – era un ragazzo impegnato, capace di unire intelligenza, sensibilità e una forza interiore che si manifestava su qualsiasi terreno di gara. Non era solo un atleta: era un esempio. Un’anima gentile, ma determinata.
La sua scelta di vita a Stoccolma parlava di libertà, autenticità, visione. Aveva trovato lì un luogo dove coltivare la sua professione di ingegnere civile, e allo stesso tempo vivere in armonia con la natura che tanto amava. Era una scelta coraggiosa, lucida, che raccontava molto di lui: del suo desiderio di equilibrio, di bellezza, di verità.
Nell’Orienteering, Mattia era più di un atleta. Era un interprete raffinato di uno sport che richiede testa, cuore e gambe. Un nome che, ogni volta che compariva tra i partenti, era tra i favoriti. E grazie alla voce di Stefano Galletti, che lo raccontava con affetto e stima, ti sembrava di conoscerlo da sempre. Sapeva muoversi con la carta, eccome… e nel nostro sport, nel nostro mondo, era davvero un grande. Uno di quelli che non si dimenticano.
La notizia della sua scomparsa ci ha colpito nel profondo. Una vita giovane, intensa, si è spenta troppo presto. Il nostro pensiero va alla sua famiglia – alla mamma Erica, al papà Fabio, al fratello Nicolò – e a tutti gli amici, compagni di squadra, colleghi e persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Il dolore è immenso, ma il ricordo lo è altrettanto.
Mattia ci ha insegnato che si può vivere con grazia, scegliere con coraggio, correre con dignità. E anche se oggi manca a tutti – come persona, come simbolo – dobbiamo onorarne la memoria. Indossava la maglia azzurra, rappresentava tutti noi: anche quelli che arrancano nei boschi la domenica, anche i tapascioni del fine settimana. E allora, da oggi in poi, ogni gara, ogni passo, ogni scelta deve portare con sé il rispetto per la sua passione, per il suo esempio, per ciò che ci ha lasciato.
Riposa in pace, Mattia. Lassù troverai, purtroppo, tanti amici. Ma qui, sulla terra, resterai per sempre nei nostri pensieri. Le amiche e gli amici di Laguna Nord Venezia.
Noventa di Piave: centinaia di foto bellissime
La Fossa
Il luogo più nascosto e pericoloso della gara di Noventa di Piave: “La fossa”. P.S. Per aumentare la tensione, ascolta l’audio. (Video Luca Rosato, Montaggio Teresa Angellotti)

