Una domenica all’insegna del MOO: la nostra folle, meravigliosa corsa dentro Napoli
Metti una domenica, l’ultima di novembre.
Metti Napoli, che già da sola è un romanzo, ma che quel giorno decide di trasformarsi in un kolossal: 200.000 turisti riversati in strada per l’inizio del periodo natalizio, via San Gregorio Armeno che sembra il Carnevale di Venezia in versione presepe, e tu che – invece di scappare – ci entri dentro. Volontariamente.
Perché?
Perché è il giorno del MOO – Napoli Orbital Orienteering, l’evento ideato da Remo Madella, una gigantesca caccia urbana a squadre che ti porta a scoprire la città attraverso mappe, enigmi, percorsi psicogeografici e un uso intensivo dei mezzi pubblici.
Non è una gara di corsa. Non è una visita guidata. Non è un gioco da tavolo.
È tutto questo insieme, moltiplicato per nove: nove percorsi diversi, disseminati in tutta la città del Vesuvio.
E tu, ovviamente, ci sei dentro fino al collo.
Ore 9.50 – Si parte da Montesanto: Remo sorride, noi meno
Il ritrovo è al Quartiere Intelligente di Montesanto, un posto “molto MOO”, come lo definisce lo stesso Remo nelle sue istruzioni ufficiali.
Briefing, consegna delle mappe, ultime raccomandazioni (“non perdetevi”, che a Napoli è un consiglio più filosofico che pratico) e via.
La città è un formicaio.
Tu sei una formica con zaino e mappa, Andrey, il tuo compagno intelligente, è armato di iPhone e ciò che serve per districarsi rapidamente, e poi c’è Loredana che controlla la logistica come un capotreno svizzero.
La missione: risolvere quiz, trovare indizi, attraversare Napoli da un capo all’altro usando solo mezzi pubblici.


Fuorigrotta, parchi, stazioni e labirinti urbani
Il MOO non ti porta dove vuoi tu. Ti porta dove vuole lui.
E così ti ritrovi:
- al mercato di Fuorigrotta, dove la vita pulsa più forte dei clacson
- in un parco che sembra uscito da un’altra città (e forse lo è, perché nel MOO perdi il senso dell’orientamento)
- al Centro Direzionale, che pare una Dubai un po’ più decaduta e quasi deserta (per forza, è domenica!)
- nella stazione centrale di Napoli, cinque piani di scale, corridoi, ascensori e anime perse
- nei Quartieri Spagnoli, a caccia delle opere “Holy Mothers of Gaza”
- tra le botteghe della “via dei Presepi”, dove la densità umana supera quella di un concerto dei Coldplay
- nel Rione Sanità, a cercare palazzi nascosti che nemmeno i napoletani sanno di avere
E tutto questo mentre cerchi di non perdere:
- la mappa
- l’iPhone
- la dignità
- il gruppo
- la fermata giusta della metro, del bus, della Cumana o della funicolare
Ore 16.00 – Il murales che non è quello di Maradona
Dopo sei ore di quiz semplici, quiz feroci, quiz che ti fanno dubitare della tua istruzione superiore, arrivi all’ultima tappa: un murales famoso.
E no, non è quello di Maradona – ormai beatificato come santo laico della città – troppo facile!
È un’opera nascosta, pixelata, in una “Naples americana” che appare solo a chi ha ancora abbastanza lucidità per mettere a fuoco.
Tu, dopo venti chilometri certificati (più altri venti di collegamenti), la lucidità non ce l’hai più.
Ma il murales probabilmente sì, e così quando scopri quale sia non c’è più tempo: devi tornare per non essere penalizzato. Sarà per la prossima volta.


Il giorno dopo – Ritorno sul luogo del delitto
La cosa più assurda? Che il giorno dopo ci torni.
Perché il MOO ha un effetto collaterale: ti fa vedere una città che non conoscevi, e ti lascia la voglia di rivederla con calma, senza timer, senza penalità, senza correre dietro a un indizio.
Napoli ti resta addosso.
E tu ci ritorni, come si torna da un amico che ti ha fatto arrabbiare ma che ti ha anche fatto ridere.
Note e suggerimenti:
Cos’è davvero il MOO- Il MOO – Milano Orbital Orienteering nasce come orienteering suburbano, un modo per esplorare le città nei loro margini, nelle loro contraddizioni, nei loro spazi nascosti.
È un gioco, un’avventura, un esperimento urbano.
Si fa per:
- scoprire luoghi fuori dai circuiti turistici
- vivere la città come un organismo vivo
- collaborare, correre, sbagliare, ridere
- perdersi e ritrovarsi
- vedere la bellezza dove non te l’aspetti
- e soprattutto: per divertirsi come bambini in gita, ma con più tecnologia e più dolori muscolari.
Il viaggio non finisce a Napoli.
Il MOO torna a casa: Milano, 8 febbraio 2026, per una nuova edizione che promette altre mappe, altre follie, altre scoperte.
E dopo Napoli, come fai a non esserci?
Chi è Remo Madella?
Remo Madella è una figura molto attiva nel mondo dell’Orienteering italiano, in particolare nei settori Trail‑O, cartografia e didattica digitale. Cartografo specializzato in mappe da orienteering, è formatore e divulgatore. È Atleta di alto livello nel Trail‑O: infatti è stato campione italiano di Temp‑O nel 2016. È tracciatore e cartografo per importanti eventi federali.
Salvatore Seno
