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PORTOGRUARO – 4^ Prova Inverno Veneziano – 2^ Prova Camp. Reg. CSI – 22 febbraio 2026

PORTOGRUARO
33° INVERNO VENEZIANO
4^ PROVA
DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026
Documenti di gara
Orienteering 2026 a Portogruaro: dove perdersi è un’arte e ritrovarsi è un piacere
C’è una terra, nel cuore del Veneto orientale, dove l’acqua scorre lenta, i mattoni raccontano storie antiche e le strade sembrano disegnate apposta per chi ama perdersi… per poi ritrovarsi e sentirsi meglio. È la terra di Portogruaro, elegante cittadina affacciata sul Lemene, dove il tempo non si è fermato ma ha imparato a camminare con grazia. Proprio qui, tra portici medievali, palazzi veneziani e mulini che ancora sussurrano, il 22 febbraio 2026 andrà in scena la 4ª prova dell’Inverno Veneziano di Orienteering, un appuntamento che unisce sport, cultura e un pizzico di sana avventura. Quest’anno, inoltre, la gara di Portogruaro sarà valida come 2° prova del Campionato Veneto CSI 2026 (Centro Sportivo Italiano), aggiungendo un ulteriore motivo per esserci.

Fondata nel XII secolo come porto fluviale della Serenissima, Portogruaro porta ancora addosso l’eleganza di Venezia, che non sceglieva mai un luogo a caso. Passeggiando – o correndo, per chi avrà la bussola in mano – si incontrano i celebri Molini sul Lemene, che sembrano usciti da un libro illustrato, il Palazzo Municipale con le sue merlature gotiche, le case veneziane che ricordano a ogni angolo il legame con la laguna e le vie porticate che invitano a un passo leggero e curioso. È un ambiente perfetto per l’Orienteering: un labirinto elegante, dove ogni svolta è una sorpresa e ogni scorcio un piccolo premio.

Una domenica all’insegna del MOO: la nostra folle, meravigliosa corsa dentro Napoli
Metti una domenica, l’ultima di novembre.
Metti Napoli, che già da sola è un romanzo, ma che quel giorno decide di trasformarsi in un kolossal: 200.000 turisti riversati in strada per l’inizio del periodo natalizio, via San Gregorio Armeno che sembra il Carnevale di Venezia in versione presepe, e tu che – invece di scappare – ci entri dentro. Volontariamente.
Perché?
Perché è il giorno del MOO – Napoli Orbital Orienteering, l’evento ideato da Remo Madella, una gigantesca caccia urbana a squadre che ti porta a scoprire la città attraverso mappe, enigmi, percorsi psicogeografici e un uso intensivo dei mezzi pubblici.
Non è una gara di corsa. Non è una visita guidata. Non è un gioco da tavolo.
È tutto questo insieme, moltiplicato per nove: nove percorsi diversi, disseminati in tutta la città del Vesuvio.
E tu, ovviamente, ci sei dentro fino al collo.
Ore 9.50 – Si parte da Montesanto: Remo sorride, noi meno
Il ritrovo è al Quartiere Intelligente di Montesanto, un posto “molto MOO”, come lo definisce lo stesso Remo nelle sue istruzioni ufficiali.
Briefing, consegna delle mappe, ultime raccomandazioni (“non perdetevi”, che a Napoli è un consiglio più filosofico che pratico) e via.
La città è un formicaio.
Tu sei una formica con zaino e mappa, Andrey, il tuo compagno intelligente, è armato di iPhone e ciò che serve per districarsi rapidamente, e poi c’è Loredana che controlla la logistica come un capotreno svizzero.
La missione: risolvere quiz, trovare indizi, attraversare Napoli da un capo all’altro usando solo mezzi pubblici.


Fuorigrotta, parchi, stazioni e labirinti urbani
Il MOO non ti porta dove vuoi tu. Ti porta dove vuole lui.
E così ti ritrovi:
- al mercato di Fuorigrotta, dove la vita pulsa più forte dei clacson
- in un parco che sembra uscito da un’altra città (e forse lo è, perché nel MOO perdi il senso dell’orientamento)
- al Centro Direzionale, che pare una Dubai un po’ più decaduta e quasi deserta (per forza, è domenica!)
- nella stazione centrale di Napoli, cinque piani di scale, corridoi, ascensori e anime perse
- nei Quartieri Spagnoli, a caccia delle opere “Holy Mothers of Gaza”
- tra le botteghe della “via dei Presepi”, dove la densità umana supera quella di un concerto dei Coldplay
- nel Rione Sanità, a cercare palazzi nascosti che nemmeno i napoletani sanno di avere
E tutto questo mentre cerchi di non perdere:
- la mappa
- l’iPhone
- la dignità
- il gruppo
- la fermata giusta della metro, del bus, della Cumana o della funicolare
Ore 16.00 – Il murales che non è quello di Maradona
Dopo sei ore di quiz semplici, quiz feroci, quiz che ti fanno dubitare della tua istruzione superiore, arrivi all’ultima tappa: un murales famoso.
E no, non è quello di Maradona – ormai beatificato come santo laico della città – troppo facile!
È un’opera nascosta, pixelata, in una “Naples americana” che appare solo a chi ha ancora abbastanza lucidità per mettere a fuoco.
Tu, dopo venti chilometri certificati (più altri venti di collegamenti), la lucidità non ce l’hai più.
Ma il murales probabilmente sì, e così quando scopri quale sia non c’è più tempo: devi tornare per non essere penalizzato. Sarà per la prossima volta.


Il giorno dopo – Ritorno sul luogo del delitto
La cosa più assurda? Che il giorno dopo ci torni.
Perché il MOO ha un effetto collaterale: ti fa vedere una città che non conoscevi, e ti lascia la voglia di rivederla con calma, senza timer, senza penalità, senza correre dietro a un indizio.
Napoli ti resta addosso.
E tu ci ritorni, come si torna da un amico che ti ha fatto arrabbiare ma che ti ha anche fatto ridere.
Note e suggerimenti:
Cos’è davvero il MOO- Il MOO – Milano Orbital Orienteering nasce come orienteering suburbano, un modo per esplorare le città nei loro margini, nelle loro contraddizioni, nei loro spazi nascosti.
È un gioco, un’avventura, un esperimento urbano.
Si fa per:
- scoprire luoghi fuori dai circuiti turistici
- vivere la città come un organismo vivo
- collaborare, correre, sbagliare, ridere
- perdersi e ritrovarsi
- vedere la bellezza dove non te l’aspetti
- e soprattutto: per divertirsi come bambini in gita, ma con più tecnologia e più dolori muscolari.
Il viaggio non finisce a Napoli.
Il MOO torna a casa: Milano, 8 febbraio 2026, per una nuova edizione che promette altre mappe, altre follie, altre scoperte.
E dopo Napoli, come fai a non esserci?
Chi è Remo Madella?
Remo Madella è una figura molto attiva nel mondo dell’Orienteering italiano, in particolare nei settori Trail‑O, cartografia e didattica digitale. Cartografo specializzato in mappe da orienteering, è formatore e divulgatore. È Atleta di alto livello nel Trail‑O: infatti è stato campione italiano di Temp‑O nel 2016. È tracciatore e cartografo per importanti eventi federali.
Salvatore Seno

